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Chiesa del Soccorso

Chiesa del Soccorso

La Chiesa del Soccorso, esempio lampante della architettura locale, sorge su un promontorio a picco sul mare che da essa prende il nome di Punta del Soccorso.

L’accesso alla Chiesa è formato da un sagrato delimitato da una doppia rampa di scalini di piperno disposti a semicerchio e decorato da mattonelle maiolicate policrome. Il sagrato si allarga in una terrazza panoramica che gira tutt’intorno alla Chiesa. Al centro di questa terrazza c’è una croce di pietra il cui basamento è rivestito da piastrelle maiolicate.
Al centro del sagrato sporge un parapetto di forma semiellittica il cui parapetto è decorato con maioliche raffiguranti soggetti religiosi e motivi floreali.
La facciata offre una mescolanza di elementi gotici, rinascimentali, barocchi. Al centro è sormontata da una croce con basamento di ispirazione barocca, ai due lati termina con cartigli solo abbozzati, anch’essi espressione di un rustico barocco orientaleggiante.
Il bianco della facciata è interrotto solo dal portale rinascimentale in pietra grigia risalente alla prima metà del XVII sec., al di sopra del quale si apre un oculo. Le facciate laterali offrono un asimmetrico insieme di contrafforti, cupolette, piccole finestre quadrate, rettangolari, circolari e ovali. L’interno della chiesa è di estrema semplicità: la pianta è basilicale, vi è un’unica navata con tre cappelle laterali; la più ampia è la cappella del Crocifisso, sul lato sinistro, coperta da volta a crociera e chiusa da una balaustra in marmo e ringhiera di ferro. L’aspetto più interessante è dato dal succedersi di diversi tipi di volte: al primo tratto a botte segue una volta a crociera e in fondo la cupola con pennacchi sferici, illuminata da quattro finestre a occhio di bue. Il pavimento dell’abside è rivestito di mattonelle di maiolica. Le uniche altre decorazioni sono lesene corinzie e cornici su cui poggiano modellini di velieri, ex voto di marinai. Anche nella sacrestia sono conservati alcuni dipinti raffiguranti naufragi fatti eseguire come ex voto da marinai o da sopravvissuti a tempeste in mare. Conosciuta come la Chiesa di Santa Maria Della Neve.

Entrando nella chiesa, la prima cosa che si nota sono i modellini di velieri e barche di varie epoche  e dimensioni sistemati sull’architrave e sui cornicioni. Poi abbiamo una bella acquasantiera scolpita da Vincenzo Borquera nel 1610 e sopratutto la cappella del Crocifisso, che costituisce il punto focale del tempio per l’assidua frequentazione dei fedeli. La cappella, chiusa da una ringhiera in ferro,  contiene un crocifisso di manifattura catalana del Cinquecento, che fu rivenuto in mare nei pressi della chiesa in quel periodo, unico oggetto rimasto di una nave naufragata. Vi sono ai lati, due dipinti che rappresentano l’Andata al Calvario ed una copia della Pietà di Ribeira.
Nella seconda nicchia a sinistra, vi è una scultura in legno di San Luigi Gonzaga.
Nella sacrestia, spicca una tavola raffigurante Cristo portavoce e la Vergine, eseguita nel 1554. Nella zona dell’altare ammiriamo la statua lignea della Madonna del Soccorso del 700. Nelle due cappelle vi sono altre opere. Nella prima venendo dalla sacrestia, vi sono frammenti di tavola di dipinti datati 1581. Nella seconda cappella, è collocata una grossa tavola con Sant’Agostino, Santa Monica e San Nicola di Tolentino datata 1633 da Cesare Calise.

 

 

 

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